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Il Ministro degli Affari Esteri Italiano, On. Massimo D'Alema, ha incontrato lo scorso 4  gennaio il Presidente del Perú, Alan García, presso il Palazzo di Governo a Lima. In precedenza l'Onorevole D'Alema aveva firmato con il Ministro degli Affari Esteri del Perú, Antonio García Belaunde, nei pressi del Palazzo di Torre Tagle, la seconda fase dell'accordo di riconversione del debito peruviano verso l'Italia (72 millioni di dollari) in iniziative sociali e di sviluppo economico. Si tratta della riconversione del debito più importante per entità in America latina, oltre che la più importante dell’Italia nel mondo, il cui totale raggiunge i 116 milioni di dollari.
Durante questo primo incontro il Ministro D'Alema ha espresso alla stampa il suo apprezzamento verso l'impegno dei Governi Sudamericani nel tentativo di ridurre le disuguaglianze sociali e la povertà, "che sono uno dei mali maggiori del continente", ha detto D'Alema che ha poi  aggiunto: "Tanta parte della nostra storia, della nostra cultura si intreccia con la storia delle popolazioni latinoamericane, e vorrei ancora sottolineare il progetto della  costruzione per un monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi nell'occasione del duecentesimo anniversario della sua nascita, nel luglio prossimo a Lima. Sarebbe un bel progetto se si realizzasse, e sarebbe un bel momento per sottolineare uno degli episodi storici che legano di più la storia del risorgimento italiano, la storia dell'unità d'Italia, con la storia della nascita delle grandi nazioni del Sudamerica."    
Durante il suo incontro con il Presidente Alan García, l'On. D'Alema ha ricevuto  parole di apprezzamento dal Capo del Governo peruviano che ha definito il Ministro come "un uomo di sinistra, ma una sinistra moderna". Il Presidente García anche ha sottolineato il contributo degli italiani e dei loro discendenti in favore dello sviluppo economico del Perú.
Poi il ministro D'Alema ha preso la parola: "Sono molto lieto di essere tornato in Perú dopo tanti anni e poi era tanto che un Ministro degli Esteri italiano non veniva a visitare il vostro paese. Noi siamo convinti che l'amicizia tra l'Italia e il Perú  è importante, e  che possiamo fare molte cose insieme, innanzitutto per favorire l'integrazione, la cooperazione tra l'Unione Europea e l'America Latina."
"Voi peruviani avete una grande e importante responsabilità -ha detto il Ministro- e spetta a voi un compito essenziale nella preparazione della "cumbre" tra l'Unione Europea e le popolazioni Latinoamericane del 2008 che si svolgerà a Lima e  tutti vogliamo collaborare al sucesso di questo vertice. Noi appoggiamo il negoziato, la cooperazione tra l'Unione Europea e l'America Latina.  Vogliamo che il negoziato  con la Comunità Andina si concluda con un grande successo, e siamo convinti che l'Italia puo' partecipare in modo più intenso allo sviluppo economico del Perú."
Riguardo allo sviluppo dell'economia peruviana il Ministro ha detto che "il Perú è un paese che sta crescendo in  modo significativo, ha una economia aperta, una democrazia stabile,  ed è un paese affidabile nel quale possono essere fatti più investimenti, e l'Italia ha un rapporto  e un ruolo importante, ma ancora insufficiente per certi versi. Il Perú è anche un fattore, un elemento positivo in una regione geografica del mondo dove vi sono anche tante tensioni, e forti spinte nazionalistiche. Ci sono tensioni che nascono anche dalla povertà, ad hanno ragioni comprensibili, ma credo che l'esperienza del Perú dimostra che la povertà puo' essere affrontata, e che una sinistra moderna debba sapere conciliare la lotta contro le disuguaglianze con una economia aperta, questo è la sfida nella quale siamo impegnati." 
"Voglio aggiungere inoltre che sono lieto di incontrare qui alla guida del Perú il leader socialista, Alan García -ha detto D'Alema- "Questo è qualcosa che va al di là dei rapporti tra gli stati, qualcosa che riguarda l'ideale comune, la militanza comune di un movimento che credo abbia dato un grande contributo al progresso, alla pace in ogni parte del mondo."
"Ho percorso in questi giorni alcuni paesi dell'America Latina, ho incontrato alcuni leaders, ed è stato un viaggio molto positivo. Ho fatto una prima “scelta”, un percorso che mi ha portato a incontrare dei Capi di governo con i quali potere avere un rapporto anche più diretto e vivo, specie in proiezione futura. E' l'inizio di un impegno forte dell'Italia in America Latina. Per alcuni anni l'Italia è stata quasi "assente" in questa parte del mondo. Pur avendo avuto, invece, una sperienza molto positiva nel passato. Noi sentiamo di avere una responsabilità,  e non possiamo sottrarci. Qui vivono, l'ho ricordato già, più di 50 millioni di figli e nipoti di italiani, in questa parte del mondo, quindi l'Italia deve farsi molto di più portavoce anche degli interessi dell'America Latina in seno all'Unione Europea, accanto ad altri paesi. Non vogliamo ovviamente togliere nulla al ruolo importante della Spagna o del Portogallo, ma c'è una Comunità Latina di cui ci sentiamo parte e vogliamo lavorare in questa direzione. Credo che la collaborazione tra l'Italia e il Perú sia in questo quadro importante,  e questo rappresenta un punto importante delle azioni in tema di politica estera del nostro governo. Voglio anche aggiungere che noi apprezziamo il ruolo che svolge in Italia una grande comunità di cittadini peruviani, e voglio dire qui che l'Italia non è stata sempre giusta e generosa verso tanti cittadini stranieri che vivono e lavorano da noi. Ma uno degli impegni del nostro Governo è quello di affermare i diritti di questi cittadini e lavoratori che vivono con noi, ed anche questo credo che sarà un elemento che rafforzerà i nostri rapporti." 
Il Ministro D'Alema ha concluso il suo intervento invitando il Presidente García a visitare l'Italia, "e quindi una nuova tappa delle nostre relazioni sarà la sua visita in Italia su invito del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. E quindi noi lavoreremo insieme, e non ci sarà più una visita ogni 25 anni come in passato perchè questo vuole essere l'inizio di un lavoro comune con l'obiettivo di conseguire risultati visibili per tutti i cittadini a breve scadenza, questo è il mio impegno e il mio augurio."
Il Ministro D’Alema a Lima ha partecipato, infine, ad un ricevimento organizzato dall’Ambasciatore italiano, Fabio Claudio De Nardis, in occasione del quale ha incontrato esponenti della comunità italiana.

Il Ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, ricevuto dal Presidente della Repubblica del Perú, Alan García Pérez, durante la sua visita nella terra degli Incas.

 

Casella di testo: Il Ministro D’Alema ,accompagnato dall’a.d. dell’ENI, Paolo Scaroni, ha incontrato il Presidente Hugo Chávez e il suo ministro degli Esteri, Nicolas Maduro. In primo piano, i rapporti economico-commerciali, e in particolare la presenza dell'Eni nel paese sudamericano. E' ormai imminente il termine della trattativa per l'ingresso del gigante petrolifero italiano nella ricca fascia dell'Orinoco:. Fonti della Farnesina confermano la definitiva "chiusura" del contenzioso fra l'Eni e le autorità del Venezuela a proposito del giacimento di Dacion nello stato di Anzoátegui (nazionalizzato nel 2006), un'intesa che porterà nelle casse dell'Eni circa 700 milioni di dollari di indennizzo e che potrà fare da apripista a "nuove attività " della compagnia italiana nel Paese, come l'ingresso del 'six legged dog' nell'area dell'Orinoco, in un momento in cui il petrolio tocca livelli record. Si tratterà di un duro colpo per gli americani della Exxon, usciti in modo traumatico dal Venezuela di Chávez con cui hanno in corso un duro braccio di ferro sulla questione dei risarcimenti. La missione in Venezuela di D'Alema rientra nell'ambito della 'ripresa politica' del governo di centrosinistra nel subcontinente, dopo la III conferenza Italia-America Latina ospitata a Roma il 16 ottobre.
E testimonianza incontrovertibile di questo nuovo corso sono i ventisei miliardi di dollari a cui ammontano gli appalti che si sono aggiudicati, o che stanno negoziando, le imprese italiane operanti in Venezuela. La cifra viene fornita ufficialmente dall’Ambasciatore italiano in Venezuela, dott. Gerardo Carante.
Casella di testo:                                                          
                                                              Visita di Stato dell’On. Romano Prodi  in Brasile e Cile

                                                              



“L’obiettivo è quello di creare rapporti sempre più stretti con l’America Latina. Un continente che ha ripreso a crescere con un ritmo che si è attestato intorno al 5,6 per cento nei primi mesi dell’anno. Un continente con il quale l’Italia ha legami tradizionali e molte affinità, a partire dalla presenza, consistente, di comunità italiane in molti dei paesi dell’America Latina. Questi due elementi, il fatto che l’America Latina sia un continente destinato a diventare uno dei protagonisti del mondo globalizzato e i tradizionali legami con il nostro Paese, ci spingono a rafforzare i rapporti anche in campo economico e commerciale”.  
In Brasile Prodi, fra l’altro, ha presenziato alla firma di un accordo tra la società assicurativa Sace e il Banco do Brasil, per l’apertura di una linea di credito da 100 milioni di dollari a favore delle pmi brasiliane che importino tecnologia e macchinari dall’Italia. Durante la cerimonia, il Premier ha rimarcato il proprio compiacimento per l’importante accordo firmato fra Eni e Petrobras nel settore del bio-diesel. Secondo Il Ministero degli Esteri brasiliano, nel corso del 2006 lo scambio commerciale fra Italia e Brasile è ammontato a 6,4 miliardi di Dollari.
In Cile, durante la conferenza stampa congiunta nel “Patio de las Camelias del Palacio de la Moneda”, la Presidente Michelle Bachelet ha enfatizzato che nel quinquennio 2002-2006 gli investimenti italiani in terra cilena sono passati da 1,2 a 3,5 miliardi di Dollari, mentre il Premier Prodi ha annunciato che l’Italia, fra l’altro, fornirà al Cile il proprio know-how per la produzione di energia geotermica.

ITALIA ANDINA

Dopo aver visto da vicino nel suo primo viaggio  in Argentina, Cile, Brasile ed Uruguay  “esperienze di grandi paesi”, “fiorire e sviluppare rapporti d’amicizia” e “ toccato con mano il punto di forza di un rinascimento che riguarda tutta quella parte di mondo”, per il Presidente della Camera questo suo secondo viaggio nell’area andina ha rappresentato “il completamento di una nuova stagione nei rapporti fra Italia, Europa e Sudamerica, valorizzando un nuovo protagonismo sulla scena mondiale”. 11 giorni di missione che lo hanno visto: in Bolivia parlare alla Universidad San Andrés di La Paz, visitare il progetto “Unicef Fortalecimiento de las defensorías de la niñez”,  incontrare il Presidente della Repubblica Evo Morales che lo ha insignito della decorazione di Gran Croce dell'Ordine del Merito Civil del Libertador Simón Bolívar, le ong italiane; in Perú incontrare il Presidente della Repubblica Alan García, il Presidente del Congresso Luis González Posada, il Ministro degli Esteri José Antonio García Belaunde, il Primo Ministro Jorge Del Castillo, inaugurare un affresco murale dell’Ambasciata italiana dedicato a Giuseppe Garibaldi, visitare progetti di cooperazione, parlare all'università cattolica 'Sedes Sapientiae' di Lima, visitare Cuzco e Machu Picchu (con volo di linea e treno perché non si trattava di un impegno istituzionale); in Ecuador tenere una lectio magistralis presso la Pontificia Universidad Católica di Quito che gli ha conferito la Laurea honoris causa in Scienze politiche, essere insignito del titolo di ospite illustre della capitale Quito, parlare alla Asamblea Constituyente, incontrare e pranzare con il Presidente della Repubblica Rafael Correa presso la base militare di Manta, alla presenza del Presidente della Asamblea Alberto Acosta, del Ministro degli Esteri  Maria Isabel Salvador Crespo e dell’Ambasciatore italiano Giulio Piccirilli, ricevere presso l’Ambasciata italiana l’Alta Onorificenza della Repubblica dell’Ecuador dalle mani del Vicepresidente della Repubblica Lenín Moreno Garcés; in Venezuela parlare alla Asamblea Nacional, incontrare il Presidente della Asamblea Cilia Flores, parlare alla Universidad Bolivariana di Caracas, incontrare i rappresentanti della numerosa comunità italiana, visitare Yolanda Pulecio, madre della senatrice colombiana Ingrid Betancourt prigioniera delle Farc colombiane,  incontrare il Presidente della Repubblica Hugo Chávez.

 

 

                                                                               

                                                                                                           

Casella di testo: Tour andino del Presidente della Camera dei Deputati

On. Fausto Bertinotti: dalla Camera alle Ande

 

Il Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema in visita in Venezuela

Casella di testo:

 

 

Il Presidente della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano in Visita di Stato in  Cile

Si è svolta dal 14 al 20 marzo la Visita di Stato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella Repubblica del Cile. Al Presidente italiano le poste cilene hanno dedicato il 17 marzo una serie di quattro francobolli riuniti in blocco che utilizzano i luoghi, sia in Italia che in Cile, che ospitarono ed ispirarono il grande Pablo Neruda, premio Nobel per la letteratura nel 1971. Fu proprio Giorgio Napolitano che aiutò lo scrittore cileno, con il quale si creò una bella amicizia, a trovare casa nell’isola di Capri quando nel 1952 fu costretto all’esilio. L’emissione filatelica, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, vuole proprio sottolineare la gratitudine dello Stato sudamericano nei confronti del nostro Presidente, il quale è stato accolto da centinaia di italiani ed amici dell’Italia, fra cui molte personalità della vita politica, dell’economia e della cultura, durante un ricevimento offerto dall’Ambasciata italiana, che ha avuto come ospite d’onore la Presidente cilena Micelle Bachelet. La visita del Capo dello Stato è servita soprattutto a rafforzare i rapporti fra i due Paesi ed ha confermato i legami di amicizia politica e di cooperazione economica che, pur essendo già buoni, possono fare ancora molti passi avanti. Durante la sua visita Napolitano ha incontrato i Presidenti di Camera e Senato, ha tenuto una conferenza presso la sede della Commissione Economica per l’America Latina e i Carabi (CEPAL), ha incontrato la collettività italiana presso il “Circolo Italiano” di Santiago, ha visitato la residenza di Pablo Neruda a Isla Negra, divenuta un celebre museo, ha inoltre ottemperato ad una fitta agenda di impegni privati. Prima del rientro a Roma, Napolitano ha partecipato alla Cena di Stato offerta dalla Presidente cilena Michelle Bachelet.

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Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini in visita in Venezuela

“E’ una visita molto importante che conferma la grande amicizia fra Italia e Venezuela ed il desiderio di giungere a nuovi accordi di collaborazione in settori fondamentali dell’economia”. Queste le prime parole del Ministro Frattini  all’arrivo a Caracas.

Lo sblocco dei pagamenti alle imprese italiane, la firma di una serie di accordi di cooperazione, i colloqui politici con i Ministri degli Esteri e delle Infrastrutture nonché gli incontri con la numerosa comunità italiana e con il Presidente Hugo Chávez, hanno caratterizzato la visita del Ministro Franco Frattini in Venezuela. Frattini, al termine dell’incontro con il Presidente Chávez è partito per Panama, ultima tappa della sua missione americana.

La firma degli accordi di cooperazione Italia-Venezuela hanno riguardato il settore delle infrastrutture, le risorse idriche, la sanità e l’educazione, mentre sono 1,2 miliardi di dollari i fondi sbloccati e destinati ai pagamenti alle imprese italiane, fermi, a causa della crisi. Frattini ha sottolineato che “ci sono altri interventi infrastrutturali che dobbiamo portare a termine per i quali dobbiamo trovare forme di finanziamento compatibili con la crisi economica”.

Nel corso dell’incontro con il Ministro Frattini, che gli ha consegnato una lettera del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconiil Presidente Chávez ha rivolto un "abbraccio" al suo "amico" Silvio e a tutto il popolo italiano, auspicando che il Venezuela possa diventare il paese che dà idrocarburi all’Italia e all’Europa . Un lavoro già avviato con l’Italia, con l’Eni che “cominciato ad operare nel nostro paese sia con il gas che con il petrolio”. L’accordo permette di produrre trentamila barili al giorno, ma il Presidente Chávez assicura che in poco tempo potranno salire a “50mila al giorno”, rimarcando che:  «Le crisi ci costringono all’azione». E l’azione significa dare spazio alle imprese italiane, cercando anche «forme innovative di finanziamento», soprattutto «in questo momento di crisi internazionale». E allora Italia e Venezuela devono contribuire a «costruire un nuovo ordine internazionale».

Al termine dell’incontro, il Presidente Chávez, sottolineando i ricordi giovanili che lo legano all’Italia: la sua prima fidanzatina, Ernestina Zanetti, che ha  salutato con affetto; il suo primo vestito, che si fece confezionare per andare in città da un sarto italiano; la Claudia Cardinale. «Una volta una giornalista mi ha chiesto quale fosse la mia attrice preferita, la risposta mi è uscita dall’anima», ha espresso il suo desiderio di tornare a Roma “prima della fine dell’anno”, come pure quello di una visita del Presidente Berlusconi in Venezuela.

Particolare soddisfazione è stata espressa dal Viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli: “In Venezuela - ha detto - ci sono davvero grandi prospettive per il sistema Paese Italia per poter partecipare allo sviluppo di questo Stato”. Nella nota diramata a conclusione dei lavori, il Viceministro ricorda che “per il settore infrastrutture, tema cruciale per il nostro Paese atteso che le aziende italiane sono presenti ininterrottamente in Venezuela da oltre 30 anni, è stato firmato un comunicato congiunto che prevede l’avvio immediato del gruppo di lavoro misto Italia-Venezuela previsto dall’articolo 8 dell’accordo di collaborazione firmato a Roma tra i due Paesi nel gennaio 2009. Compito principale sarà quello di individuare rapidamente forme alternative di finanziamento delle opere infrastrutturali, a cominciare dalla possibilità di forniture di petrolio in luogo di valuta. La prospettiva è la messa in moto di investimenti per oltre 10 miliardi di dollari da affidare a imprese italiane per strade, metropolitane, ferrovie, cabinovie e anche abitazioni.”

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